Tutti i bambini tranne uno

Tutti i bambini tranne uno

Allora, c’era una volta l’inverno scorso. Me lo ricordo: non sapevamo. E forse era meglio così. Meglio, forse, che non sapessimo. L’ignoranza ci proteggeva. Ci teneva al riparo dal dolore. Ancora non lo sapevamo ma le dovevamo ogni singolo giorno. Sapere ci avrebbe privati di questo dono.

Quell’inverno, insomma, fu l’ultimo. E assorbe nella sua luce tutto quello che è stato prima.
L’anno stava finendo. Come tutti, eravamo intrappolati nella nassa delle seccature di ogni giorno.
La vita ci avvolgeva con le preoccupazioni abituali. Però noi sapevamo che tutto questo non contava. Eravamo noi tre insieme, come sempre. Pauline aveva appena festeggiato il suo terzo compleanno. Poi, il giorno dopo, venne Natale. Lei aveva raccolto il suo bottino ai piedi dell’albero: i libri che avremmo letto, i pattini a rotelle, le bambole. Quella mattina avevamo chiuso le valigie ed eravamo partiti per la montagna. Avremmo fatto una vacanza nella casa della valle in mezzo al bosco. Sonno e sole, di questo avevamo voglia. La vita ci avrebbe ripresi più tardi.

Aspettavamo la neve, che Pauline non conosceva ancora se non nella forma di quei vaghi fiocchi che cadono ogni tanto su Londra o su Parigi. Eravamo stanchi di tutto quel grigio sparso attorno a noi sui tetti e sui marciapiedi. Volevamo stordirci insieme di bianco, scivolare nella
luce aperta di un paesaggio di creste e di abeti. Ogni mattina ascoltavamo le previsioni del tempo e ogni mattina si doveva rimandare la partenza per le vette. La stagione era irrimediabilmente mite.Al primo segno favorevole contavamo di raggiungere la più vicina stazione di sci. Ma il cielo rimaneva asciutto, chiaro, luminoso…” Questo libro è autobiografico e parla della vita e della sua straziante fine attraverso un padre che perde la figlia a quattro anni a causa di un tumore…

Profondo, complesso, intenso. Vi emozionerà e vi farà riflettere.

Penna:?
Storia:?
Empatia:?