Heidi

Heidi

“Purtroppo a Milano uscire alle sei di sera viene considerata una malattia non curabile. Solo gli sfaticati lavorano otto ore. L’ideale di vita è arrivare morti alla pensione o spirare durante una riunione. In alcuni uffici ti fanno addirittura correre sulla ruota”
Tra questi milanesi asserviti all’iper lavoro troviamo anche la protagonista del romanzo : Chiara Lombroso.
Chiara lavora per la Videogramma, un’azienda che crea format televisivi e seleziona dubbi personaggi da infilare nello schermo e pronti a rendersi ridicoli pur di avere pochi secondi di notorietà.
Troppo presa dagli interminabili orari d’ufficio e dal tipico stress dei polli in batteria, Chiara trascura le visite all’ospizio dove è ricoverato il padre Massimo, affetto da demenza selettiva e ormai incapace di relazionarsi pacificamente con il mondo.

Un giorno, però, tutto cambia in un istante: Massimo Lombroso, famigerato e temuto ex critico letterario del Corriere della Sera, viene sbattuto fuori dalla casa di riposo e Chiara non può fare altro che accoglierlo in casa, cercando di raffazzonare al meglio una sistemazione per questo uomo svampito che ormai la scambia sempre per Heidi, la piccola svizzera protagonista del cartone animato che tutti – ma proprio TUTTI NOI – abbiamo amato e visto, rivisto e stravisto in TV. Per fortuna entra subito in gioco anche il piccolo pastorello Peter, o meglio il giovane Thomas, paramedico dolce, paziente e molto preparato, che si prenderà cura di Massimo, ma anche della fragile Heidi, sempre più stressata dalle terribili condizioni lavorative, dalla creazione di format televisivi, assurdi quanto ignobili, e sottomessa a un capo, detto lo Yeti, che minaccia continui licenziamenti.

Muzzopappa non solo ci fa ridere di gusto con la sua consueta penna intelligente, ironica e spietata, ma riesce anche a farci sorridere amaramente: perchè rotoliamo verso una vita di solo lavoro e ben poco piacere? Perchè non facciamo pace con il nostro tempo?

Penna:?
Storia:?
Empatia:?